Udine sud. Italiano rapinato, accoltellato e bastonato da tre stranieri

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L’ennesimo episodio di violenza avvenuto in pieno giorno in via Calatafimi riaccende i riflettori su una situazione che, a Udine sud, appare ormai fuori controllo. Un uomo di 37 anni è stato brutalmente aggredito da tre persone, picchiato con bastoni e ferito con coltelli per appena 40 euro. Nonostante le ferite, la vittima ha avuto la lucidità di seguire i suoi aggressori fino al loro rifugio e di avvisare i carabinieri, permettendo l’arresto dei responsabili.

Un fatto grave che non può più essere liquidato come un episodio isolato. Udine sud è sempre più percepita come un’appendice di Borgo Stazione, area da anni al centro di criticità legate a degrado, criminalità e insicurezza diffusa. L’immigrazione massiccia degli ultimi anni ha profondamente stravolto la fisionomia del quartiere, modificandone equilibri sociali e vivibilità, mentre i residenti denunciano un progressivo arretramento della presenza dello Stato.

Particolarmente critica è la zona dell’ex Safau, diventata – secondo numerose segnalazioni – un luogo di ritrovo privilegiato per clandestini e spacciatori. Un’area che rappresenta ormai una ferita aperta nel tessuto urbano, simbolo di un degrado che si riflette direttamente sulla sicurezza quotidiana dei cittadini.

La dinamica della rapina è emblematica: il pretesto di una richiesta di droga, poi l’aggressione improvvisa, le botte, l’uso di armi improprie e da taglio. Un copione già visto, che si ripete con inquietante frequenza. A colpire è anche il dato sociale: sempre più spesso Udine diventa teatro di rapine e violenze compiute da stranieri ai danni di cittadini italiani, alimentando un crescente senso di paura e abbandono tra la popolazione.

L’intervento tempestivo dei carabinieri ha portato all’arresto di due uomini tunisini e di una donna polacca, accusati di concorso in rapina aggravata e porto ingiustificato di armi. Ma, al di là dell’esito giudiziario, resta il problema strutturale: un territorio che cambia volto, dove interi quartieri sembrano sottratti al controllo e dove la convivenza si trasforma sempre più spesso in conflitto.

Un campanello d’allarme che cittadini e istituzioni non possono più ignorare. Perché Udine, città storicamente tranquilla, rischia di perdere definitivamente la propria identità sotto il peso di un’emergenza sicurezza che, giorno dopo giorno, diventa sempre più eviden

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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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