Udine. Richiedenti asilo spacciavano per pagare le pensioni agli italiani. Sequestrati 16 chili di droga

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Sei cittadini stranieri sono stati arrestati a Udine per aver gestito un redditizio e strutturato giro di spaccio in Viale Ungheria e nelle aree limitrofe al Parco Martiri delle Foibe. L’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura, ha confermato l’esistenza di un’attività sistematica e continuativa di cessione di hashish, cocaina ed ecstasy, in alcuni casi anche a minorenni.

Gli indagati, in prevalenza di origine pakistana e titolari di permesso di soggiorno o di protezione internazionale, avevano messo in piedi un’organizzazione ben collaudata: la droga veniva nascosta in siepi, tombini, cassette postali e sotto le auto in sosta, suddivisa in piccoli quantitativi per ridurre il rischio di sequestri. Alcuni connazionali svolgevano inoltre funzioni di controllo del territorio, avvisando tempestivamente dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Le indagini, supportate da riprese video e da un’attività di osservazione prolungata, hanno portato al sequestro di circa 1,6 chilogrammi di cocaina, 14 chilogrammi di hashish e 70 grammi di ecstasy, confermando la dimensione e la pericolosità del traffico.

Alla luce di questi sviluppi, emerge con forza come le numerose segnalazioni presentate negli anni dai residenti della zona fossero fondate. Cittadini che avevano denunciato il degrado e lo spaccio diffuso, e che per questo erano stati spesso liquidati come allarmisti o addirittura accusati di razzismo, vedevano in realtà correttamente una situazione di illegalità conclamata. I fatti accertati dall’inchiesta dimostrano che quelle preoccupazioni non erano frutto di pregiudizio, ma di un’esperienza diretta e quotidiana di insicurezza.

L’area è ora sottoposta a controlli straordinari da parte delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di impedire la riorganizzazione delle attività di spaccio e restituire sicurezza a un quartiere che da tempo chiedeva risposte concrete.

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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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