Inaugurato nuovo Centro dialisi a Cividale del Friuli

L’inaugurazione del nuovo centro dialisi di Cividale rappresenta un risultato di grande rilievo per il sistema sanitario regionale e per il territorio, frutto di un lavoro lungo e complesso condiviso da amministratori locali, professionisti, associazioni e istituzioni. Un percorso non sempre facile, ma che ha saputo mantenere una visione chiara: garantire risposte concrete e sicure ai bisogni di salute delle persone.

Questi, in sintesi, i concetti espressi dall’assessore regionale alla Salute all’odierna inaugurazione del nuovo Centro dialisi a
Cividale del Friuli, Centro ad assistenza decentrata incardinato nella Struttura operativa complessa (Soc) di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale del Presidio ospedaliero “Santa Maria della Misericordia” di Udine.

Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc), la direttrice del Distretto sociosanitario del Natisone, il presidente regionale dell’Associazione nazionale emodializzati e numerosi professionisti operanti nel comparto.

La struttura è stata aperta nell’ambito del progetto del nuovo Padiglione di Levante, partito nel 2007 con un finanziamento
iniziale di 7.150.000 euro con l’obiettivo di ospitare la sede del distretto sanitario.

Il definitivo completamento e la conseguente attivazione della dialisi sono stati resi possibili solo recentemente dall’Asufc, grazie all’integrazione di 470.000 euro di fondi già disponibili con un’ulteriore quota di 389.077 euro, assegnata dalla Regione.

Come è emerso dal messaggio dell’esponente dell’Esecutivo, il valore del centro dialisi di Cividale non risiede solo nella
nuova struttura, ma nel modello di sanità che incarna. Oggi – è stato sottolineato – la dialisi non è più legata esclusivamente
all’ospedale, ma può essere erogata in un contesto territoriale, più vicino ai cittadini e più adatto a gestire la cronicità, per
migliorare la qualità della vita dei pazienti, consentendo loro di ricevere cure adeguate senza essere costretti a continui
accessi ospedalieri.

I risultati raggiunti – grazie alla competenza e alla dedizione dei professionisti sanitari – registrano che nel 2025 sono state
effettuate oltre 75 mila dialisi e che l’ambulatorio nefrologico ha garantito centinaia di prime visite e migliaia di controlli.

Cividale, è stato sottolineato nell’occasione, diventa un presidio strategico nella risposta alla cronicità, dimostrando
come il futuro della sanità passi da una rete territoriale forte, integrata con l’ospedale e orientata alla prossimità.

Un modello replicabile, fondato su sicurezza, innovazione e centralità della persona, che rappresenta una risposta concreta alle trasformazioni dei bisogni di salute e alle sfide del sistema sanitario.

Il nuovo centro si distingue per le sue caratteristiche tecnologiche e organizzative all’avanguardia, con 15 posti
tecnici in area clinica, un posto dedicato all’osservazione post-dialisi e 20 apparecchiature di ultima generazione.

Sono 49 i pazienti emodializzati cronici attualmente presi in carico, il 30% del totale dei pazienti dializzati afferenti alla Soc di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale di Udine.

L’equipe medica è composta da 22 operatori del personale del comparto (infermieristico e di supporto), mentre è garantita la presenza del personale medico della struttura di Udine in tutti i turni di cura, articolati su due fasce giornaliere (mattina e
pomeriggio) dal lunedì al sabato.

L’utenza servita, è stato spiegato, è considerata fragile con un’età media di 76 anni e pazienti spesso affetti da diabete e cardiopatie, immunodepressi e con necessità di trasporti organizzati.

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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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