Udine. Tenta di rubare un auto. Danneggia quelle in sosta. Minaccia i carabinieri con un coccio di bottiglia

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Udine torna a fare i conti con un episodio di violenza urbana che riaccende il dibattito sulla sicurezza in città.

Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 maggio, un uomo di circa 30 anni, straniero, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, avrebbe tentato di rubare un’auto in sosta. Dopo il primo intervento dei carabinieri, l’uomo sarebbe stato identificato e denunciato.

La vicenda però non si sarebbe conclusa lì. Poco dopo, lo stesso soggetto avrebbe iniziato a colpire con delle pietre diverse auto parcheggiate, danneggiandole. Nuovamente rintracciato dai militari, avrebbe poi reagito in modo violento, arrivando a minacciarli con una bottiglia rotta.

A quel punto, per bloccarlo, i carabinieri sono stati costretti a utilizzare il taser. L’uomo è stato quindi fermato e portato al carcere di Udine.

Un episodio grave, non soltanto per i danni materiali causati ai cittadini, ma anche per l’aggressività dimostrata nei confronti delle forze dell’ordine.

Ed è proprio da qui che nasce una domanda politica e amministrativa inevitabile: com’è possibile che persone senza radicamento sul territorio, già note per precedenti e coinvolte in episodi di questo tipo, continuino a circolare liberamente in città?

Il problema non può essere liquidato come un singolo fatto isolato. A Udine cresce la percezione di una sicurezza sempre più fragile, soprattutto quando la cronaca racconta casi che coinvolgono soggetti senza dimora, irregolari o comunque difficili da controllare. Non si tratta di criminalizzare la povertà né la provenienza straniera, ma di chiedere che chi delinque venga fermato davvero.

Se una persona commette reati, danneggia beni privati, minaccia i carabinieri e non ha un percorso chiaro di permanenza legale e sociale sul territorio, è legittimo chiedersi perché lo Stato non intervenga con misure più incisive. Nei casi previsti dalla legge, l’espulsione dovrebbe essere una conseguenza concreta, non un annuncio destinato a restare sulla carta.

I cittadini non chiedono slogan, ma sicurezza. Chiedono di poter lasciare l’auto parcheggiata senza ritrovarla distrutta. Chiedono che le forze dell’ordine non siano lasciate sole. Chiedono che chi crea pericolo venga allontanato, controllato o comunque messo nelle condizioni di non reiterare.

Udine non può abituarsi a episodi simili. Una città civile difende chi rispetta le regole, non chi le calpesta.

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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