L’ultimo atto della “strage” dei pini di Grignano

Sta per completarsi la strage dei pini superstiti di Grignano. Poco fa è stata transennata l’ala sud del porticciolo; subito dopo la Barcolana come aveva promesso l’assessore dei Fratelli d’Italia Cristina Amirante.
È assai grave che la distruzione del paesaggio della più bella baia del golfo di Trieste avvenga nella totale indifferenza delle forze politiche che governano la città e la regione, e dopo che queste stesse forze avevano promesso che tutti i pini di Grignano sarebbero stati conservati.
Era il 13 ottobre 2021 quando il Presidente Fedriga presentando il progetto di riqualificazione di Grignano, diceva: “L’azione di recupero consentirà, inoltre, di risolvere le problematiche causate dalle radici dei pini marittimi posti nell’area tutelando le alberature esistenti. Verrà infatti attuato un intervento conservativo progettato da esperti del settore simile a quello realizzato sul lungomare di Lignano.”
L’intera cittadinanza è stata ingannata, ma almeno per l’ala sud della baia si potrebbe ancora mantenere l’impegno preso e fare come a Lignano, dove oltre 300 pini sono stati salvati, e come ci si appresta a fare nel porticciolo di Duino per conservare i pini, poiché ombra degli alberi elemento è essenziale per migliorare il comfort degli spazi pubblici e mitigare il surriscaldamento.
Ma evidentemente i pini di Lignano per i nostri governanti hanno valore, quelli di Grignano no. Lì uno splendido viale alberato, qui un’arida distesa di pietra piena di auto, moto e pullman, tradendo così i cittadini che avevano dato fiducia ai partiti di governo. E a proposito di governo l’assessore Fabio Scoccimarro non ha niente da dire? È vero che è dello stesso partito – i Fratelli d’Italia – della collega Amirante, ma in fondo è anche assessore all’Ambiente, se non lo difende lui…
Chissà se alle prossime elezioni qualcuno si ricorderà dello scempio di Grignano.
Walter Zalukar
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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