I boschi della Carnia bruciano. La Regione Fvg non ha un piano antincendio aggiornato

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Ferragosto, i boschi della Carnia bruciano l’assessore alla Protezione Civile comunica che giovedì prossimo potremmo assistere a un cambio delle condizioni meteo e quindi, forse, essere in grado di chiudere questa stagione di incendi.
Del resto, che altro fare oltre a quel che c’è già in campo, se non aspettare la pioggia?
La Regione FVG non ha un Piano Antincendio Boschivo aggiornato, nonostante la Legge regionale n.17 del 2019 lo prevedesse entro un anno, quindi entro il 2020, ma ad oggi non c’è. Eppure, la pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), ed è altrettanto essenziale quando il fuoco divampa per assicurare efficacia e sicurezza delle operazioni di spegnimento.
Così la lotta contro gli incendi sostenuta dai pompieri, dalle guardie forestali, dai volontari diventa eroica, anzi doppiamente eroica, visto che questi oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti ostili, devono operare senza piani di emergenza aggiornati e condivisi.
Neppure i disastrosi roghi del 2022 sono serviti per avere un Piano AIB aggiornato, il nostro attuale riferimento tecnico-normativo risale al secolo scorso, è il “Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale 1997-1999” (DPG n. 0136 del 17 aprile 1998).
La vicina Slovenia ha invece fatto tesoro di tale esperienza migliorando tra l’altro le infrastrutture antincendio con nuovi idranti e piste tagliafuoco, e ha acquistato 4 velivoli dedicati, gli Air Tractor Fire Boss capaci ciascuno di 3mila litri di acqua a lancio.
Il giorno prima di Ferragosto era stato comunicato che la situazione era “complessa ma sotto controllo”, previsione che non sembra proprio azzeccata, ma c’è un altro passo del comunicato dell’assessore Riccardi che preoccupa, quando dopo aver elencato tutti i mezzi aerei operativi sul fronte del fuoco, dice: “Ad Amaro sono inoltre impegnati circa 30 volontari della Protezione civile.”
Ma come? In un incendio così esteso ci sono solo 30 volontari? A cui vanno ovviamente i ringraziamenti per la loro preziosa opera, come vanno a tutti i professionisti che spengono gli incendi.
Ma a oltre ai ringraziamenti sarebbe apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficacia e sicurezza. E lo apprezzerebbero anche i boschi superstiti, e gli animali che ci vivono.

Walter Zalukar

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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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