
In Svizzera il contante entra in Costituzione
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Nonostante la diffusione crescente dei pagamenti digitali, in Svizzera il contante continua a godere di un forte sostegno popolare. Lo dimostra chiaramente il risultato della votazione federale dell’8 marzo 2026: oltre il 73% degli elettori ha approvato il controprogetto governativo che prevede l’inserimento della disponibilità di denaro contante nella Costituzione.
Un risultato molto netto alle urne
La proposta elaborata da Governo e Parlamento ha ottenuto un consenso ampio in tutto il Paese. Tutti i Cantoni hanno votato a favore del controprogetto, con percentuali comprese tra circa il 63% nel Giura e oltre il 76% a Basilea Città. Anche il Ticino e i Grigioni hanno sostenuto chiaramente la misura, rispettivamente con il 69% e il 71,3% dei voti.
Parallelamente, gli elettori hanno respinto l’iniziativa popolare originaria, che mirava allo stesso obiettivo ma con una formulazione diversa. In questo caso il “no” ha superato il 54%. L’iniziativa ha ottenuto la maggioranza solo in nove Cantoni, tra cui Giura, Neuchâtel e Ticino.
Il voto conferma un dato già emerso negli ultimi anni dalle indagini della Banca nazionale svizzera: l’uso del contante sta diminuendo, ma la popolazione continua a considerarlo importante.
Un segnale politico forte
Tra i promotori dell’iniziativa popolare, il risultato è stato comunque interpretato come un successo. L’attivista Richard Koller ha definito la giornata “una vittoria per il popolo”, sottolineando che la decisione dimostra la volontà dei cittadini di mantenere il contante come elemento garantito dall’ordinamento.
Dal punto di vista politico, però, l’iniziativa era stata sostenuta solo da alcune forze conservatrici. La maggior parte dei partiti – tra cui socialisti, verdi, centro e liberali radicali – aveva invece invitato a respingerla. Quasi tutti avevano però appoggiato il controprogetto istituzionale, considerato più preciso dal punto di vista giuridico.
Secondo diversi analisti, la strategia del Consiglio federale di presentare un controprogetto diretto si è rivelata efficace, ottenendo un forte sostegno da parte dell’elettorato.
Il tema dell’accettazione del contante
Per alcuni politici favorevoli all’iniziativa, la questione non riguarda solo la disponibilità di banconote e monete, ma anche la loro effettiva accettazione. Il consigliere nazionale Rino Roland Büchel ha sottolineato che in molti contesti il contante viene sempre meno accettato.
Per questo motivo propone di mantenere infrastrutture e servizi pubblici che permettano concretamente ai cittadini di pagare con denaro fisico, specialmente nei servizi statali e negli spazi pubblici.
Le differenze tra iniziativa e controprogetto
L’iniziativa popolare, promossa dal Movimento svizzero per la libertà, chiedeva che la Confederazione fosse obbligata a garantire una quantità sufficiente di monete e banconote e che il franco non potesse essere sostituito da un’altra valuta senza l’approvazione popolare.
Il controprogetto approvato dagli elettori introduce invece una formulazione più tecnica. La responsabilità dell’approvvigionamento di contante viene attribuita alla Banca nazionale svizzera, che dovrà assicurare la disponibilità di numerario. Inoltre, la Costituzione stabilirà esplicitamente che la valuta nazionale rimane il franco svizzero.
Contante come garanzia in caso di crisi
Sia i promotori dell’iniziativa sia le autorità federali concordano su un punto fondamentale: il contante rappresenta una riserva importante in situazioni di emergenza.
Problemi tecnici nei sistemi digitali, interruzioni informatiche o guasti alle reti di pagamento potrebbero infatti rendere temporaneamente impossibili le transazioni elettroniche. In questi casi, banconote e monete continuano a offrire un sistema di pagamento immediato e indipendente dalla tecnologia.
Da notare che un’analoga iniziativa era stata presa anche in Austria, dove è forte il sentimento a favore del contante contro lo strapotere di banche e fondi finanziari.


