La guerriglia Pro Pal opera di maranza di origine nordafricana. Otto misure cautelari

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Otto giovani sono stati arrestati a Torino al termine di un’indagine sui gravi scontri avvenuti durante una manifestazione a sostegno della causa palestinese. Cinque degli indagati sono minorenni, mentre il più grande ha 20 anni. Tutti sono stranieri di seconda generazione (tunisini, egiziani e marocchini) e residenti in città.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe avuto un ruolo attivo negli episodi di violenza scoppiati lo scorso 3 ottobre durante il corteo promosso dal “Coordinamento Torino per Gaza”. La manifestazione, a cui hanno partecipato oltre 20 mila persone, è degenerata in una vera e propria azione organizzata contro le forze dell’ordine.

I giovani, descritti come ben coordinati e attrezzati, avrebbero lanciato pietre, bottiglie e oggetti contundenti contro gli agenti, tentando in alcuni casi di inseguirli e colpirli direttamente. Gli scontri hanno provocato feriti tra i poliziotti e danni a veicoli e strutture, in particolare nei pressi della stazione di Porta Susa e in piazza Castello, dove gli agenti stavano difendendo la Prefettura.

Le indagini, condotte dalla Digos con il supporto della Polizia di prevenzione, hanno evidenziato come la violenza non sia stata episodica ma parte di un’azione premeditata, inserita nel contesto di una guerriglia urbana che ha segnato uno dei momenti più critici della manifestazione.

La questura sottolinea come l’utilizzo di artifici pirotecnici, cariche improvvise e tattiche di disturbo abbia reso particolarmente difficile il contenimento degli scontri. Un quadro che desta forte preoccupazione, soprattutto per il coinvolgimento di giovanissimi e per il rischio di una crescente radicalizzazione violenta all’interno di contesti di protesta politica.

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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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