La portaerei Ford a Creta per riparazioni. Gli americani: “è scoppiato un incendio in lavanderia”

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Dall’inizio dell’aggressione israeloamericana all’Iran l’aeronautica statunitense ha perduto 2 aerei cisterna KC-135 (uno precipitato, l’altro rientrato con danni alla base), 3 caccia F-15, 2 F-16, 1 F-35.
Ufficialmente:
i KC-135 si sono neutralizzati vicendevolmente toccandosi in volo,
gli F-15 sono stati abbattuti per errore da fuoco amico,
quanto agli F-16 e F-35 si oscilla tra la versione fuoco amico e l’incidente tecnico.
La USS Gerald Ford, la più grande portaerei americana, è ora attraccata a Creta per riparazioni che richiederanno almeno un anno. Ha avuto ingenti danni ai sistemi radar, alle difese aeree di contrattacco e agli alloggi.
Ufficialmente questo disastro è dovuto ad un “incendio nella lavanderia”, irrelato con le vicende di guerra.
(Da quando ho sentito la notizia, ho chiesto un’assicurazione condominiale per la temibile presenza di una lavanderia nel quartiere.)
Ora, il gioco lo capisco.
E’ la versione West Point di quello che nelle risse da osteria è “Non mi hai fatto niente!!! Non l’ho sentito proprio!!!”
La propaganda a questo serve, a gonfiarsi come il ranocchio della fiaba di Esopo per farsi credere invincibili.
Però ad un certo punto, pur avendo a che fare con l’opinione pubblica più boccalona della storia, dovrebbero avere il dubbio che le persone inizieranno a chiedersi se i militari americani siano più pericolosi per il nemico o per sé stessi…
Andrea Zhok
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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