
Piano Casa Fvg. I costruttori: “più alloggi temporanei per attrarre chi arriva da fuori”
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La questione abitativa è ormai una questione strutturale per il territorio. Da un lato lo spopolamento dei centri minori e delle aree montane, dall’altro una pressione crescente nelle principali aree urbane, dove trovare un alloggio accessibile è sempre più difficile. A questo quadro si aggiungono le nuove esigenze legate alla mobilità lavorativa, che coinvolgono lavoratori e lavoratrici in arrivo, nuclei monopersonali, giovani professionisti e professioniste e famiglie.
È in questo contesto che si inseriscono il nuovo Piano Casa nazionale, varato con il Decreto-Legge 66 del 7 maggio 2026, e il DDL regionale n. 80 «Disposizioni in materia di politiche abitative regionali». ANCE Alto Adriatico ne condivide gli obiettivi e considera l’impianto del provvedimento regionale una base solida, fondata sul coordinamento regionale, sulla centralità delle ATER come soggetti gestori e sulla priorità al recupero del patrimonio esistente.
«La sfida è costruire un territorio capace di attrarre persone, trattenere talenti e generare opportunità», dichiara Michele Pecchi, Presidente di ANCE Alto Adriatico. «Il Piano Casa e il DDL regionale affrontano una questione che è ormai strutturale, e l’impianto va nella direzione giusta. Perché produca effetti reali servono parametri operativi chiari, risorse misurabili in alloggi realmente generati e una cornice certa per il coinvolgimento dei privati. Le imprese del mondo delle costruzioni sono pronte a fare la loro parte.»
Pubblico e privato: una responsabilità condivisa
Per l’Associazione il rafforzamento del ruolo pubblico e il coinvolgimento del mercato sono due leve che lavorano nella stessa direzione. La questione abitativa è al tempo stesso un tema sociale e una leva di sviluppo territoriale ed economico, da affrontare con un modello di complementarità: le ATER presidiano la missione pubblica, le imprese qualificate del mondo delle costruzioni ne amplificano la capacità realizzativa con risorse tecniche, finanziarie e organizzative.
Da qui le priorità indicate: aprire alla finanza di progetto nelle operazioni di partenariato pubblico-privato, valorizzare le imprese qualificate orientando i criteri di accesso ai bandi verso requisiti certificati come l’iscrizione SOA, e definire con chiarezza la distribuzione dei rischi tra pubblico e privato negli interventi di locazione e housing sociale.
La fascia intermedia e l’attrattività del territorio
Un’attenzione specifica va riservata alla fascia intermedia della popolazione, che cerca casa tra l’edilizia pubblica e il mercato libero e rappresenta la componente più rilevante per l’attrattività lavorativa del territorio. A questa si lega il tema degli alloggi temporanei, fattore decisivo per attrarre chi arriva da altre regioni o dall’estero. ANCE Alto Adriatico propone quindi di dedicare a questi temi risorse e strumenti propri e di guardare alle nuove forme dell’abitare: co-housing, residenze per lavoratori e lavoratrici in mobilità, senior housing e soluzioni intergenerazionali.


