Sono sette giovani albanesi i responsabili dell’accoltellamento al militare americano di Aviano

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Si stringe il cerchio attorno ai responsabili dell’aggressione avvenuta a Conegliano lo scorso 28 dicembre, quando un militare statunitense di 28 anni, di stanza ad Aviano, è rimasto ferito da un’arma da taglio al termine di una lite scoppiata in centro città. I carabinieri hanno eseguito sette perquisizioni nei confronti di altrettanti soggetti, tutti di origine albanese, (nelle prime ore dal fatto i mezzi di informazione riferivano di un “gruppo di italiani”) ritenuti coinvolti a vario titolo nell’episodio.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Treviso, ha consentito di ricostruire le fasi dell’accaduto grazie alle testimonianze e alle immagini registrate dai telefoni cellulari dei residenti, allertati dalle urla provenienti dalla piazza. Secondo quanto emerso, il militare si trovava in compagnia della fidanzata quando sarebbe stato accerchiato da un gruppo di giovani. Il confronto, degenerato rapidamente, sarebbe stato alimentato da motivi di gelosia.

Nel corso dell’aggressione il 28enne è stato colpito al torace con un coltello. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in ospedale: le ferite, pur serie, non hanno fortunatamente compromesso organi vitali e la prognosi è stata giudicata favorevole.

Le perquisizioni, eseguite tra Conegliano e alcuni comuni limitrofi, hanno portato al sequestro di indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati durante l’aggressione, oltre a oggetti ora al vaglio degli investigatori. Tutti i soggetti identificati, di età compresa tra i 19 e i 41 anni, sono stati denunciati per lesioni personali aggravate e risultano a piede libero.

Un ruolo chiave nell’inchiesta è stato svolto dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e dalle immagini amatoriali girate dai cittadini, che hanno permesso agli inquirenti di individuare il gruppo e ricostruire la dinamica dei fatti, inclusa la fuga a bordo di un SUV subito dopo l’aggressione.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se tutti i partecipanti abbiano avuto un ruolo attivo nell’accerchiamento e nel ferimento del militare. Gli investigatori non escludono nuovi sviluppi nelle prossime settimane.

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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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