
Doppio traguardo dei cent’anni alla Residenza Caris di Udine
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Due storie di vita straordinarie, una biblioteca di ricordi e la bicicletta ribattezzata “La mia Ferrari”: la Residenza Caris di Sereni Orizzonti celebra il centenario di due ospiti eccezionali alla presenza delle istituzioni locali.
Un pomeriggio di festa e di commozione alla Residenza Caris di Udine, struttura del gruppo Sereni Orizzonti, dove due ospiti hanno raggiunto il traguardo dei cent’anni di vita a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. A portare gli auguri delle istituzioni hanno presenziato il Vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e il Sindaco di San Giovanni al Natisone Carlo Pali, testimoni di due esistenze che raccontano molto della storia e del carattere del Friuli.
La prima festeggiata è Lilja Gebbia, conosciuta da tutti come Luigina, nata il 13 marzo 1926. Figlia di un’epoca in cui le donne coltivavano il talento nell’ombra della famiglia, Luigina ha frequentato il liceo Stellini di Udine, per poi dedicarsi con amore e dedizione ai genitori e ai fratelli minori. Ma è nelle arti manuali che Luigina ha lasciato il segno più duraturo. Partecipante attiva alle scuole di ricamo “Ricami e Legami” e “Friuli Ricama”, ha realizzato lavori di straordinaria complessità e bellezza, tanto da guadagnarsi la pubblicazione sulla celebre rivista Rakam. Una soddisfazione artistica che si aggiunge a quella letteraria: lettrice appassionata di classici, romanzi e testi d’arte, Luigina ha costruito nel tempo una biblioteca fornitissima che è ancora oggi testimonianza della sua insaziabile curiosità intellettuale. I nipoti Graziella e Alessandro, presenti ai festeggiamenti, ricordano con tenerezza gli strudel di mele e i profumati dolci alle castagne che Luigina amava preparare.
La seconda protagonista della giornata è Luigia Cappello, nata il 25 marzo 1926 a San Giovanni al Natisone. Sposata con Luigi ZanMarchi, Luigia ha trascorso una vita intera nel segno del lavoro e della solidarietà: per anni imbottigliatrice presso una cantina di Dolegnano, ha sempre affiancato all’impegno professionale una presenza discreta e instancabile accanto a chi aveva bisogno. Ma il simbolo più amato di Luigia rimane la sua bicicletta, ribattezzata con orgoglio affettuoso “La mia Ferrari”. Anche quando l’età aveva già reso comodo l’aiuto altrui, Luigia non rinunciava a inforcarne il manubrio per fare la spesa e sbrigare le commissioni a modo suo: una piccola, irriducibile dichiarazione di indipendenza che ha fatto sorridere e commosso chi le voleva bene. Famosa anche la sua ironia ai tavoli da gioco: alle carte con la sorella, alla domanda «Cosa hai in mano?», rispondeva con un laconico «Siump» – ovvero sonno – strappando risate e affetto a chi la conosceva. Circa tre anni fa la Ferrari è stata definitivamente “appesa al chiodo” e Luigia è entrata in struttura, dove continua a vivere una vita piena.
«Ringrazio di cuore Alessandro Venanzi e Carlo Pali per la loro presenza: la vicinanza delle istituzioni nei confronti dei nostri ospiti è per noi molto preziosa. Un augurio speciale da parte di tutta Sereni Orizzonti a Luigina e Luigia, presenze delicate e piene di saggezza, che arricchiscono ogni giorno la vita di tutta la comunità di Caris», conclude la direttrice della struttura Antonella Demeglio.


