Udine, fondi comunali per allietare l’estate dei minori stranieri

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A Udine succede anche questo: mentre famiglie italiane arrancano tra bollette, mutui e centri estivi dai costi ormai proibitivi, il Comune pensa bene di stanziare altri 31 mila euro per “allietare” l’estate dei Minori Stranieri Non Accompagnati.

Sì, avete letto bene: altri soldi pubblici, oltre a quelli già spesi quotidianamente per il loro mantenimento.

La delibera della Giunta comunale approvata il 19 maggio 2026 parla chiaro: servono attività estive “Extra-Accoglienza” per evitare che i ragazzi trascorrano troppo tempo inattivi nelle aree pubbliche cittadine, con il rischio di “disturbo della quiete pubblica”.

Tradotto dal burocratese: il Comune teme che gruppi di giovani stranieri lasciati senza occupazione possano creare problemi in città. E la soluzione quale sarebbe? Organizzare loro attività ricreative, sportive, laboratori, uscite didattiche e probabilmente anche qualche pomeriggio rinfrescante in piscina, perché – si sa – la calura estiva va affrontata con dignità.

Peccato che tutto questo arrivi dopo che lo Stato già versa cifre enormi per ciascun minore accolto. Parliamo di oltre 120 euro al giorno per ogni ragazzo ospitato nelle strutture convenzionate, costi che spesso vengono anticipati dai Comuni e quindi, indirettamente, dai cittadini.

Evidentemente non bastano vitto, alloggio, assistenza educativa, mediazione culturale, corsi e tutela legale. No. Serve anche il “pacchetto estate ragazzi”.

La delibera specifica infatti che i fondi serviranno per:

  • attività sportive e outdoor;
  • laboratori professionalizzanti;
  • uscite culturali;
  • socializzazione con i coetanei locali;
  • iniziative nei quartieri cittadini.

E attenzione: i contributi potranno arrivare fino a 14 mila euro per progetto, con rimborsi per trasporti, ingressi a strutture, materiali e attività varie.

Il tutto motivato dalla necessità di evitare il “vuoto educativo estivo”.

Curioso però che, quando una famiglia italiana non riesce a pagare il centro estivo ai figli, nessuno parli di “vuoto educativo”. Quando un anziano rinuncia alle cure per la pensione insufficiente, nessuno organizza progetti “Extra-Sopravvivenza”. Quando i giovani italiani emigrano perché qui non trovano lavoro, nessuno stanzia bonus vacanze socializzanti.

Ma per 149 MSNA presi in carico dal Comune di Udine, di cui 121 ospitati in strutture dedicate, improvvisamente si trovano fondi, bandi, commissioni, progettualità e reti territoriali.

La domanda politica è semplice: fino a dove deve arrivare il perimetro dell’assistenza pubblica?

Perché qui non si parla più di emergenza umanitaria minima o tutela essenziale. Qui si entra nel campo dell’intrattenimento finanziato dal contribuente.

E mentre molti cittadini devono scegliere se accendere il condizionatore o fare la spesa, qualcuno a Palazzo D’Aronco ha pensato che la priorità fosse garantire ai “ragazzotti” un’estate più piacevole, magari tra una gita, un laboratorio e un tuffo rinfrescante.

Del resto, se già spendiamo oltre 120 euro al giorno per mantenerli, vuoi non aggiungerci anche il programma estivo?

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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