Attentato Modena. Amputate le gambe di due donne. L’autore della strage è Salim El Koudi

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Una giornata drammatica ha sconvolto il centro di Modena, dove Salim El Koudi ha investito numerosi pedoni causando scene di panico e un bilancio pesantissimo. L’episodio è avvenuto in una zona molto frequentata della città, trasformando in pochi istanti una normale giornata in una tragedia.

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, l’uomo avrebbe lanciato l’auto contro i passanti provocando ferite devastanti. Due donne avrebbero subito l’amputazione degli arti inferiori a causa delle gravissime lesioni riportate nell’impatto, mentre almeno un’altra persona risulta ricoverata in condizioni critiche.

Sul posto sono intervenuti rapidamente sanitari, forze dell’ordine e soccorritori. Le vittime più gravi sono state trasferite tra il Policlinico di Modena, l’ospedale di Baggiovara e il Maggiore di Bologna, dove i medici stanno lavorando senza sosta per stabilizzare i feriti.

Tra le persone coinvolte figurerebbero anche cittadini stranieri presenti in città come turisti. Le autorità stanno analizzando testimonianze, immagini delle telecamere e ogni elemento utile per chiarire con esattezza la dinamica dei fatti e il movente dell’azione.

I testimoni parlano di momenti terribili: urla, persone sbalzate a terra e cittadini che hanno cercato di prestare i primi soccorsi prima dell’arrivo delle ambulanze. L’intera città è rimasta sconvolta dalla violenza dell’accaduto.

Le indagini sono ancora in corso e nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sulle responsabilità e sulle condizioni delle vittime coinvolte nel drammatico episodio.

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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