Tromba d’aria a Udine. Crollo al Mercato Ortofrutticcolo. Danni ingenti agli operatori

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Le immagini parlano da sole. Una gru abbattuta dal maltempo, una parte della struttura del Mercato Ortofrutticolo di Udine gravemente danneggiata, aree interdette e un’intera comunità di operatori che questa mattina si è trovata davanti a uno scenario che nessuno avrebbe voluto vedere.

Nella serata del 10 giugno una violenta tromba d’aria ha provocato il crollo di una gru impegnata nei lavori del cantiere PNRR all’interno del mercato agroalimentare. Fortunatamente non si registrano feriti, ma i danni materiali appaiono significativi e le conseguenze economiche rischiano di essere pesanti. Secondo la comunicazione inviata dalla direzione di Udine Mercati agli operatori, i Vigili del Fuoco hanno disposto il divieto assoluto di accesso alle aree interessate dal crollo e agli spazi retrostanti i magazzini 37-51, ritenuti potenzialmente pericolosi per ulteriori cedimenti strutturali.

La lettera del direttore Massimiliano Olivo non lascia spazio a interpretazioni: la struttura coinvolta “non è sicura” e potrebbero verificarsi nuovi cedimenti da un momento all’altro. Per questo motivo il cantiere PNRR sarà verosimilmente sospeso in attesa delle necessarie verifiche tecniche.

Un danno che va oltre il cemento

Il problema non riguarda soltanto il crollo della struttura.

Molti operatori del mercato avevano merce, attrezzature e materiali stoccati nelle celle e negli spazi oggi inaccessibili. Per alcune aziende significa non poter recuperare prodotti deperibili, con conseguenti perdite economiche immediate. Per altre significa vedere compromessa l’operatività quotidiana proprio nel cuore di una struttura che rappresenta uno dei principali nodi logistici dell’agroalimentare regionale.

Il Mercato Agroalimentare di Udine non è una realtà marginale: movimenta circa un milione di quintali di prodotti all’anno, opera su un’area di oltre 150 mila metri quadrati e costituisce un punto di riferimento per il commercio ortofrutticolo del Friuli Venezia Giulia e dei mercati dell’Europa centro-orientale.

Negli ultimi anni il mercato è stato al centro di ambiziosi progetti di riqualificazione finanziati attraverso fondi regionali e PNRR, con investimenti destinati a nuove celle frigorifere, magazzini automatizzati e infrastrutture logistiche moderne.

Oggi però il dibattito sulle prospettive future lascia spazio a una domanda molto più concreta: chi pagherà il conto dei danni subiti dagli operatori?

Il nodo delle responsabilità

Sarà necessario capire se il crollo sia stato provocato esclusivamente dall’eccezionale evento meteorologico o se vi siano stati elementi di vulnerabilità strutturale legati al cantiere.

Le verifiche tecniche chiariranno le responsabilità. Ma già oggi emerge un dato evidente: quando un’infrastruttura strategica si ferma, il danno non è soltanto per chi la gestisce. A pagare sono soprattutto le imprese che vi lavorano ogni giorno.

Grossisti, trasportatori, fornitori e dipendenti attendono risposte rapide, perché il tempo, nel settore agroalimentare, equivale a denaro. E nel caso di prodotti freschi equivale spesso a merce che perde valore ora dopo ora.

La politica guarderà da questa parte?

C’è poi un aspetto inevitabilmente politico.

Mentre il mercato ortofrutticolo affronta una delle emergenze più serie degli ultimi anni, con operatori che rischiano danni economici rilevanti e un’infrastruttura strategica parzialmente compromessa, l’impressione è che una parte dell’amministrazione comunale continui a concentrare energie e attenzione su temi decisamente meno urgenti.

L’assessore ai Lavori Pubblici Ivano Marchiol è impegnato da mesi nella discussione sulla pedonalizzazione di piazza Garibaldi, un progetto certamente legittimo e discutibile nel merito, ma che oggi appare distante anni luce dalle priorità reali della città.

Perché se una tromba d’aria può mettere in ginocchio uno dei principali poli economici del territorio, forse la domanda da porsi non è come ridisegnare una piazza del centro storico, ma come garantire sicurezza, resilienza e continuità operativa alle infrastrutture che producono lavoro e reddito.

Il crollo al Mercato Ortofrutticolo di Udine non è soltanto una notizia di cronaca. È un campanello d’allarme. E sarebbe un errore imperdonabile se la politica non lo ascoltasse.

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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