
Entro maggio il Friuli riavrà finalmente la sua Provincia
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“L’istituzione delle nuove Province del Friuli Venezia Giulia potrà avvenire senza ricorrere a un referendum consultivo, poiché si tratta di ripristinare circoscrizioni già esistenti. La consultazione delle popolazioni è prevista, come lo era già prima dello scioglimento delle Province dieci anni fa, dallo Statuto, per eventuali modifiche future dei confini o per la creazione di nuovi enti, non per questa fase iniziale di prima istituzione. Nell’interrogazione probabilmente si è preso un abbaglio, confondendo ciò che è previsto nell’ordinamento del Friuli Venezia Giulia”.
Lo ha chiarito l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, rispondendo in Consiglio regionale, attraverso
una dettagliata relazione anche con precisi riferimenti giurisprudenziali, a un’interrogazione sul percorso di riforma
degli enti di area vasta in particolare sul tema dell’eventuale ricorso alla consultazione referendaria.
“Le attuali circoscrizioni provinciali – ha spiegato Roberti -sono rimaste operative nel tempo per diverse funzioni
amministrative dello Stato e della Regione. Per questo motivo, la loro reintroduzione come enti elettivi non comporta una modifica dei confini e non richiede, in questa fase, il coinvolgimento referendario delle popolazioni”.
L’assessore ha quindi ribadito che la Regione proseguirà nell’iter legislativo con propria legge (portando la norma alla
discussione finale entro il mese di maggio) per il ripristino dei quattro enti di area vasta elettivi, che ricalcheranno i
perimetri storici delle Province e manterranno competenze fondamentali, in particolare in materia di edilizia scolastica e
viabilità.
La legge regionale in fase di predisposizione rappresenta il passaggio necessario dopo la recente modifica da parte del
Parlamento dello Statuto speciale, che ha reintrodotto un livello intermedio di governo tra Regione e Comuni.
Entrando nel merito della previsione statutaria che richiama l’espressione “intese le popolazioni interessate”, Roberti ha
precisato che la disposizione troverà applicazione solo in caso di modifiche delle circoscrizioni o della denominazione degli
enti; ad esempio, con la creazione di nuove Province o la variazione dei confini, sarà necessario attivare forme di
consultazione delle comunità locali.
“In questa fase – ha ribadito infine l’assessore – la priorità è dare attuazione alla riforma prevista dallo Statuto, istituendo
per la prima volta i nuovi Enti di area vasta. Un percorso complesso, ma fondamentale per rafforzare l’assetto istituzionale
regionale con una riforma attesa dai territori per garantire servizi più efficienti ai cittadini”.


