In dirittura d’arrivo la legge sulle nuove province. Nella primavera del 2027 si vota

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La discussione generale sul disegno di legge 86 si è conclusa con gli interventi della consigliera regionale di Futuro Nazionale Maddalena Spagnolo, del capogruppo del Partito Democratico, Diego Moretti, del capogruppo di Fedriga
presidente, Mauro Di Bert, e dell’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo ROBERTI, che ha chiuso il dibattito
rivolgendosi ai banchi delle Opposizioni con un secco: “Le Province esistono, sono previste nel nostro statuto. Peccato che
sia mancata la volontà di confronto. Il vostro contributo a questo disegno di legge sarà totalmente assente e di questo ne
sono sinceramente dispiaciuto perché qui stiamo scrivendo le regole del gioco ed è un peccato che abbiate scelto, da soli in
autonomia, di farvi da parte e non discutere”.

Nel dichiarare il voto favorevole, SPAGNOLO ha affermato: “Questo provvedimento rafforza la rappresentanza democratica e restituisce ai territori quattro enti dotati di piena legittimazione e di una diretta responsabilità politica nei confronti delle comunità amministrate. I cittadini tornano a scegliere chi ha la responsabilità di governare e questo è importantissimo, è il dato fondamentale della scelta che andiamo a compiere”.

Di segno opposto la posizione di MORETTI, che ha ribadito la contrarietà del Pd al ritorno delle Province in quanto “non sono mai realmente mancate perché le loro funzioni sono state svolte dalla Regione e dagli Edr”. Moretti ha, inoltre, espresso dubbi sulla futura redistribuzione delle competenze ritenendo difficile che i settori strategici possano essere gestiti con politiche differenziate sui diversi territori.

Per DI BERT “il provvedimento rappresenta il punto di arrivo di un percorso politico e istituzionale coerente”. Il capogruppo di Fedriga presidente ha ricordato il ruolo svolto dagli Edr nella fase di transizione, ma ha sottolineato che con il ritorno delle Province “si ricostituisce un ente dotato di una propria identità istituzionale e di una funzione di raccordo tra Regione e Comuni, offrendo un sostegno più efficace soprattutto ai Comuni più piccoli e una gestione delle funzioni di area vasta più vicina ai cittadini”.

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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