
Attentato islamista al gay pride di Berlino. Una donna è morta, i feriti una trentina
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Le indagini sono ancora nelle fasi iniziali, ma quanto accaduto a Berlino durante le celebrazioni del Christopher Street Day rappresenta uno degli episodi più gravi degli ultimi anni in Germania.
Un furgone si è lanciato contro i partecipanti alla manifestazione, provocando la morte di una donna e il ferimento di almeno 25 persone. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi con il trascorrere delle ore.
Le forze dell’ordine hanno avviato una vasta operazione di ricerca nei confronti del presunto responsabile, un giovane di 21 anni identificato come Abdul Ballout. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità e riportate dalla stampa tedesca, il sospettato sarebbe un cittadino tedesco di origine libanese già conosciuto dagli investigatori per precedenti episodi di violenza. Dopo un periodo trascorso in un istituto penale minorile, era tornato in libertà alcuni mesi fa e avrebbe dovuto seguire un percorso di deradicalizzazione.
Gli inquirenti non escludono la matrice terroristica dell’attacco e stanno verificando eventuali collegamenti con ambienti dell’estremismo islamista, oltre alla possibile presenza di complici. La ricerca del sospettato è stata estesa anche oltre i confini tedeschi.
Il cancelliere federale Friedrich Merz ha espresso cordoglio per le vittime e ha definito l’accaduto un attacco rivolto contro l’intera società democratica, assicurando il massimo impegno delle istituzioni affinché i responsabili vengano individuati e consegnati alla giustizia.
Resta comunque opportuno mantenere prudenza nelle valutazioni: molti aspetti della vicenda, dal movente (ma la pista islamista è la più accreditata anche per la tecnica usata) alla dinamica precisa dei fatti, sono ancora oggetto di accertamento e saranno chiariti soltanto con il proseguimento delle indagini.


