Elettrosensibilità: in Friuli Venezia Giulia consegnato un manifesto per il riconoscimento dell’EHS

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Elettrosensibilità, celebrata il 16 giugno, il Comitato Cittadini 1000 Volte in Salute ha organizzato una manifestazione davanti al Palazzo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sull’Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS), una condizione che secondo le associazioni coinvolte compromette significativamente la qualità della vita di molte persone.

L’iniziativa si è svolta attraverso un flash mob musicale, la lettura di alcuni passaggi del “Manifesto per il riconoscimento dell’Ipersensibilità Elettromagnetica” e la condivisione di testimonianze dirette di cittadini che convivono quotidianamente con questa problematica. Un momento particolarmente significativo è stato dedicato alle persone che, proprio a causa delle proprie condizioni di salute, non hanno potuto partecipare fisicamente all’evento.

Le difficoltà raccontate dai cittadini

Durante la manifestazione sono emerse storie di forte impatto umano: perdita del lavoro, difficoltà nel trovare soluzioni abitative adeguate, isolamento sociale e progressiva esclusione dalla vita quotidiana. Situazioni che, secondo i promotori dell’iniziativa, rendono urgente l’apertura di un confronto istituzionale sul tema.

L’evento ha contribuito a portare all’attenzione pubblica una realtà spesso poco conosciuta e raramente affrontata nel dibattito pubblico, ma che per le persone coinvolte rappresenta una sfida quotidiana.

Consegnato il manifesto al Consiglio regionale

Una delegazione del Comitato ha consegnato al presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, il manifesto contenente una serie di richieste finalizzate al riconoscimento istituzionale dell’EHS e all’adozione di misure di tutela per le persone che dichiarano di esserne affette.

Il documento è stato sottoscritto anche da alcune associazioni nazionali attive sul tema: AMICA APS, A.P.P.L.E. (Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog) e A.I.E. (Associazione Italiana Elettrosensibili).

Parallelamente, il Comitato ha inviato una richiesta di sensibilizzazione a tutti i Comuni della regione, con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza della condizione e favorire percorsi di ascolto e supporto a livello locale.

Un tema già presente nel dibattito sanitario regionale

Secondo i promotori dell’iniziativa, il Friuli Venezia Giulia dispone già di alcuni precedenti che potrebbero rappresentare la base per un confronto più ampio. Nel settembre 2025 l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Udine, insieme a ISDE – Medici per l’Ambiente e A.L.P.I., aveva infatti organizzato una giornata formativa dedicata al rapporto tra elettromagnetismo, salute pubblica e pratica sanitaria.

Successivamente, nell’aprile 2026, lo stesso Ordine dei Medici aveva ribadito il proprio impegno sui temi che collegano salute e ambiente, definendo il progetto sviluppato con ISDE un’iniziativa pilota a livello nazionale. Tra gli argomenti affrontati figuravano anche l’elettromagnetismo e l’elettrosensibilità, indicati come temi meritevoli di approfondimento e formazione in ambito sanitario.

“Non siamo invisibili”

Lo slogan scelto per la manifestazione è stato:

“Non siamo invisibili – Anche noi siamo cittadini del Friuli Venezia Giulia”

Un messaggio che richiama l’attenzione sulle condizioni che, pur non essendo immediatamente percepibili, possono generare sofferenza, limitazioni e isolamento sociale.

Gli organizzatori sottolineano di non voler alimentare contrapposizioni, ma di aprire un dialogo costruttivo con le istituzioni regionali per favorire percorsi di ascolto, conoscenza e tutela.

Al centro dell’appello vi è la richiesta di garantire a tutti i cittadini il pieno esercizio dei diritti fondamentali: il diritto alla salute, all’abitazione, al lavoro, all’inclusione sociale e a una vita dignitosa.

«Non chiediamo privilegi. Chiediamo che nessun cittadino sia costretto a scegliere tra la propria salute, la propria abitazione, il proprio lavoro, le proprie relazioni sociali e la propria dignità», affermano i promotori dell’iniziativa.

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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