
Il “Patto per il Nord” riparte da Udine nel segno del federalismo
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Si è svolto presso la Casa della Contadinanza di Udine il congresso regionale di Patto per il Nord, il movimento politico nato dall’iniziativa di alcuni ex esponenti della Lega Nord e che si richiama alle originarie istanze federaliste e autonomiste del movimento fondato da Umberto Bossi.
La scelta della sede congressuale non è stata casuale. La Casa della Contadinanza rappresenta infatti uno dei luoghi più significativi della storia civile friulana. Situata sul colle del Castello di Udine, essa affonda le proprie radici nel periodo successivo alla dedizione del Friuli alla Repubblica di Venezia. Fu proprio Venezia a promuovere la nascita di un’assemblea rappresentativa delle comunità contadine, riconoscendo il ruolo di una componente sociale che per secoli aveva vissuto sotto il peso dei privilegi dell’aristocrazia fondiaria, spesso di origine germanica. La Casa della Contadinanza divenne così il luogo simbolo della partecipazione politica delle masse rurali friulane.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Leoni, tra i fondatori della Lega Nord insieme a Umberto Bossi. Nel suo intervento ha posto al centro del dibattito il tema del federalismo, sostenendo la necessità di riportare il confronto politico italiano sulla contrapposizione tra modello centralista e modello federale. Secondo Leoni, le sfide che il Paese si trova ad affrontare richiedono una riforma istituzionale capace di attribuire maggiori responsabilità e competenze ai territori.
Successivamente è intervenuto il segretario nazionale di Patto per il Nord, Paolo Grimoldi, già parlamentare della Lega Nord. Grimoldi ha rivendicato la necessità di costruire una forza politica che torni a rappresentare le identità territoriali e gli interessi economici del Nord, con particolare attenzione ai ceti produttivi. Nel corso del suo intervento ha richiamato il tema del residuo fiscale, sostenendo che una parte significativa delle risorse prodotte dalle regioni settentrionali venga redistribuita attraverso meccanismi che alimentano inefficienze e pratiche clientelari riconducibili all’impostazione centralista dello Stato.
Il segretario regionale del movimento, Michele Gelsi, ha quindi illustrato il percorso di crescita di Patto per il Nord in Friuli Venezia Giulia, evidenziando il progressivo radicamento dell’organizzazione sul territorio e la volontà di tradurre questo lavoro in risultati concreti nelle prossime competizioni amministrative.
A chiudere gli interventi è stato Di Lenardo, segretario provinciale di Udine. Il suo discorso si è concentrato sulla necessità di restituire centralità politica a Udine e al Friuli, valorizzandone identità, peculiarità culturali e interessi specifici. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree montane, dove vive lo stesso dirigente politico. Di Lenardo ha sottolineato come i cittadini della montagna debbano sostenere costi maggiori rispetto ad altre realtà territoriali, a causa di condizioni logistiche più difficili e di spese più elevate, come quelle per il riscaldamento. Per questo motivo ha chiesto che le politiche fiscali e amministrative tengano maggiormente conto delle peculiarità delle comunità montane.
Il congresso regionale di Udine ha dunque rappresentato un momento di consolidamento per Patto per il Nord in Friuli Venezia Giulia, confermando la centralità dei temi del federalismo, dell’autonomia territoriale e della rappresentanza delle comunità locali all’interno della proposta politica del movimento.


