Made in Italy: Rosolen, cruciale valorizzare aziende e capitale umano

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“Il Made in Italy è certamente una delle massime espressioni del nostro Paese. Questa giornata è fondamentale per la riscoperta del valore che i nostri giovani, il nostro capitale umano e le nostre aziende possono dare al territorio. L’Italia deve confermare anche in futuro la propria vocazione industriale e il Friuli Venezia Giulia, grazie a competenze scientifiche di alto livello e a infrastrutture di rilevanza internazionale, continuerà a essere un contesto ideale per attività di Ricerca & Sviluppo e per progetti fortemente innovativi”.

Lo ha sostenuto l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen che
oggi al Bic di Trieste ha partecipato al convegno “Dalla formazione superiore all’impresa: competenze e innovazione per
valorizzare il Made in Italy”.

Il 15 aprile si celebra infatti la Giornata nazionale del “Made in Italy”, una data che coincide con la nascita di Leonardo da
Vinci, simbolo del genio universale dell’italianità.

L’evento odierno è stato organizzato dalla Casa del Made in Italy di Trieste, referente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il Friuli Venezia Giulia.

“Per troppi anni – ha ricordato Rosolen – in Italia è stato utilizzato un modello sbagliato che affidava l’alta formazione e
l’accesso al mondo produttivo esclusivamente al sistema universitario, giocando la propria competitività sul costo del
lavoro e puntando su una delocalizzazione all’estero sostenuta da ingenti risorse pubbliche. Per fortuna oggi stiamo nuovamente investendo sulle nostre imprese e sul loro capitale umano”.

“In particolare – ha aggiunto l’assessore -, il Friuli Venezia Giulia da tempo si distingue non solo a livello nazionale per
investimenti importanti a favore della ricerca, del trasferimento tecnologico e del sistema degli Its, sanando così decenni di
ritardo rispetto ai Paesi europei più avanzati”.

“Il supporto agli istituti tecnici superiori, che presentano enormi potenzialità di sviluppo, è passato – ha ricordato – da
1,8 milioni di euro del 2014 ai quasi 14 milioni di euro che ogni anno la Regione mette a disposizione di queste scuole di alta
formazione che riescono a incrociare le esigenze delle aziende”.

Per l’esponente della Giunta Fedriga la visione dell’Amministrazione regionale in questo settore si muove lungo
alcune direttrici fondamentali: la formazione continua lungo tutta la vita professionale di una persona, la promozione di
contratti a tempo indeterminato e di stipendi adeguati alle legittime aspettative dei lavoratori, il rafforzamento degli
strumenti del diritto allo studio di cui – unica regione in Italia – fa parte anche il sistema degli Its, la capacità di
attrarre talenti anche grazie agli incentivi assicurati da importanti politiche di welfare territoriale per chi sceglie di
rimanere in Friuli Venezia Giulia, gli investimenti significativi nella ricerca e nelle infrastrutture di ricerca che oggi sono
oggetto di un attento censimento.

“Negli ultimi 20 anni, circa 20mila giovani hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia per cercare fortuna altrove. Per limitare
questo fenomeno, nel rispetto del Made in Italy che ci contraddistingue a livello internazionale, il nostro obiettivo
primario – ha concluso Rosolen – deve essere quello di valorizzare le qualità e di investire sulle competenze delle
persone e di mettere le nostre aziende e i nostri lavoratori nelle condizioni di esprimersi al meglio per mantenere alti quei
livelli di eccellenza riconosciuti a livello planetario”.

Nel corso del pomeriggio l’assessore Rosolen ha visitato anche la nuova sede del LifeTech Its Academy che ha ospitato alcuni appuntamenti della Giornata del “Made in Italy” a testimonianza della concreta sinergia tra mondo imprenditoriale, innovazione e formazione tecnica superiore del sistema Its.

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Redazione
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Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

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