
Abolizione bollo auto? La televendita elettorale del 2027 è ufficialmente iniziata
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La televendita elettorale del 2027 è ufficialmente cominciata.
L’annuncio è di quelli perfetti per un manifesto: aboliamo il bollo auto.
Una tassa odiata, una cifra che ogni automobilista conosce e soprattutto un risparmio facilissimo da comunicare: 150, 180, magari 200 euro che una volta all’anno non usciranno più dal portafoglio.
Peccato per un piccolo particolare.
Per ora la realtà normativa fotografa uno sgravio per il 2027. Il Governo promette che poi diventerà strutturale.
Vedremo.
Di certo sappiamo che il 2027 sarà anche anno elettorale. E quindi il sospetto che sia appena cominciata la stagione delle offerte speciali non appare propriamente stravagante.
Anche perché internet ha una memoria formidabile.
Era il maggio del 2019 quando Giorgia Meloni spiegava davanti a una telecamera che le accise sui carburanti avrebbero dovuto essere «progressivamente abolite».
Il video esiste ancora.
Le accise pure.
Ma per capire quanto valga davvero oggi il regalo del bollo bisogna fare qualcosa di ancora più semplice: guardare i numeri scritti sui distributori.
Facciamo un viaggio indietro nel tempo.
22 febbraio 2022, due giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina.
La benzina self in Italia costa mediamente 1,849 euro al litro.
Il diesel 1,722.
Scoppia la guerra. L’energia diventa una delle grandi emergenze europee, il petrolio corre, i carburanti aumentano. Il governo Draghi interviene temporaneamente sulle accise.
Nell’ottobre 2022 arriva il governo Meloni.
Passano gli anni.
Arriviamo al febbraio 2026.
Alla vigilia della nuova guerra con l’Iran, il 25 febbraio, la benzina self costa mediamente 1,665 euro al litro e il diesel 1,714.
Il 28 febbraio comincia il conflitto.
Dieci giorni dopo il diesel è già arrivato a 1,970 euro al litro: quasi 25 centesimi in più. Un aumento superiore al 14 per cento in dieci giorni.
E oggi?
17 settembre 2026.
Benzina self: 2,143 euro al litro.
Diesel self: 2,266 euro.
In autostrada siamo rispettivamente a 2,236 e 2,346 euro.
Quattro numeri raccontano meglio di cento conferenze stampa ciò che è accaduto.
Prima della guerra in Ucraina
Benzina: 1,849 €
Diesel: 1,722 €
Prima della guerra con l’Iran
Benzina: 1,665 €
Diesel: 1,714 €
Oggi
Benzina: 2,143 €
Diesel: 2,266 €
Naturalmente né Vladimir Putin né gli ayatollah prendono ordini da Palazzo Chigi.
Nessun Governo italiano può impedire una guerra in Ucraina, chiudere una crisi nel Golfo Persico o decidere il prezzo internazionale del petrolio.
Ma qui sta precisamente il problema.
Il primo shock energetico è cominciato nel febbraio 2022.
Sono passati quattro anni e mezzo.
Giorgia Meloni governa dall’ottobre di quello stesso anno.
E dopo quasi quattro anni di Governo l’automobilista italiano si ritrova ancora esposto allo stesso meccanismo: scoppia una crisi internazionale, sale il petrolio e poche settimane dopo il conto arriva alla pompa.
Le emergenze sono inevitabili.
Governare significa trovare soluzioni perché ogni nuova emergenza non produca sempre lo stesso risultato.
E qui ritorna quel vecchio video del 2019.
Perché Giorgia Meloni una soluzione l’aveva indicata quando era all’opposizione: ridurre progressivamente le accise.
Sette anni dopo quelle accise non sono state abolite. Anzi, dal primo gennaio di quest’anno l’accisa sul diesel è stata aumentata di cinque centesimi al litro, nell’ambito del riallineamento con quella sulla benzina.
E adesso arriva il bollo gratis.
Facciamo allora un ultimo conto.
Un bollo da 180 euro significa un risparmio di 15 euro al mese.
Prendiamo un automobilista che percorra 1.500 chilometri al mese con un’automobile che consuma un litro ogni 15 chilometri. Sono circa 100 litri al mese.
Confrontiamo il diesel del 25 febbraio con quello di oggi.
Da 1,714 a 2,266 euro.
Sono 55 centesimi in più per ogni litro.
Su 100 litri fanno circa 55 euro in più al mese.
Il risparmio mensile equivalente a un bollo da 180 euro è 15 euro.
Quindici euro risparmiati da una parte.
Cinquantacinque spesi dall’altra.
Naturalmente è un esempio: percorrenze e consumi cambiano da automobilista ad automobilista e i prezzi del carburante possono salire o scendere.
Ma serve a mostrare le proporzioni.
Ed è qui che la televendita diventa interessante.
Il bollo si vede.
Una volta all’anno arrivano 150 o 200 euro da pagare. Se quella richiesta scompare, il risparmio è immediatamente percepibile.
Il carburante invece ti porta via i soldi lentamente.
Un pieno alla volta.
Tre euro oggi. Cinque domani. Dieci la settimana prossima.
Alla fine dell’anno nessuno ti manda una ricevuta con scritto quanto hai speso in più.
E così si può mettere sotto i riflettori uno sgravio da 150 o 200 euro all’anno mentre sullo sfondo resta irrisolto il problema che accompagna gli automobilisti italiani da quattro anni: quanto costa realmente mettere in moto l’automobile.
Le guerre non le decide il Governo italiano.
Ma dopo quattro anni non possono più essere nemmeno l’alibi universale.
Perché se ogni crisi internazionale finisce puntualmente dentro il serbatoio degli italiani, la domanda non è soltanto perché aumenti il petrolio.
La domanda è cosa sia stato fatto, in quattro anni, per rendere gli italiani meno vulnerabili al prossimo aumento.
La risposta che arriva oggi è: aboliamo il bollo.
Per il 2027.
Anno elettorale.
L’offerta è interessante.
Prima di acquistarla, però, conviene leggere le condizioni scritte in piccolo.
E soprattutto guardare il prezzo esposto dal benzinaio.


