Lignano inclusiva verso i disabili? C’è chi afferma che non lo sia

Condividi su:

Riceviamo e pubblichiamo:

“Sono appena rientrato da una vacanza a Lignano Sabbiadoro e, da persona che vive quotidianamente la disabilità motoria, non posso tacere ciò che ho visto.

Purtroppo, Lignano Pineta, sotto il profilo dell’accessibilità, rappresenta un esempio di come ancora oggi le persone in carrozzina vengano lasciate ai margini. È inaccettabile che una delle più importanti località balneari italiane presenti ancora così tante barriere architettoniche.
Gradini impossibili da superare, marciapiedi sconnessi e dissestati, pali dell’illuminazione e cartelli stradali piantati al centro dei percorsi pedonali che impediscono il passaggio di una carrozzina. In molti tratti si è costretti a scendere sulla carreggiata, mettendo a rischio la propria incolumità.
Ancora più grave è constatare che gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche sembrano essere stati realizzati senza alcuna progettazione complessiva. Una rampa qui, un attraversamento accessibile qualche metro più avanti, per poi ritrovarsi immediatamente davanti a un nuovo ostacolo insormontabile. È un’accessibilità improvvisata, priva di continuità e di una visione organica. Così non si garantiscono diritti: si crea soltanto l’illusione dell’inclusione.
Fa ancora più rabbia pensare che stiamo parlando di una località che vive di turismo e che dovrebbe rappresentare un modello di accoglienza. Nel 2026 non è più accettabile che una persona in carrozzina debba programmare ogni spostamento come un percorso a ostacoli.
L’accessibilità non è un favore concesso a qualcuno: è un diritto sancito dalla legge e un indice di civiltà. Una città davvero moderna si misura da quanto è fruibile per tutti, non da quanti alberghi o stabilimenti balneari possiede.
Lignano Pineta, sotto questo aspetto, è drammaticamente indietro. Non di qualche anno, ma di almeno cinquant’anni.
Mi auguro che l’Amministrazione comunale prenda atto di questa situazione e avvii un serio piano di eliminazione delle barriere architettoniche, coinvolgendo direttamente le associazioni e le persone con disabilità. Perché l’accessibilità non si improvvisa: si progetta, si verifica sul campo e si realizza con competenza.
Finché questo non accadrà, sarà difficile parlare di turismo inclusivo. E una località che esclude una parte dei propri visitatori non può definirsi davvero all’avanguardia.
Fabrizio Sottocornola”.
Condividi questa pagina su:
Redazione
Redazione

Nato da un'intuizione del dott. Stefano Salmè, il Giornale del Friuli si pone la missione di valorizzare la storia bimillenaria del Friuli e, nel contempo, raccontare la contemporaneità con un'informazione libera e controcorrente. Stefano Salmè è iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2002 e si è laureato con lode in Storia, all'Università di Trieste, con una tesi sul Risorgimento friulano.

Articoli: 351